STATUTO

“AGENZIA ADASTRA PER LA COESIONE SOCIALE”

 

ART. 1 – COSTITUZIONE

E’ costituita, ai sensi del Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n. 117 (in seguito denominato Codice del Terzo Settore) e, in quanto compatibile, del codice civile e relative disposizioni di attuazione, una associazione avente la seguente denominazione “AGENZIA ADASTRA PER LA COESIONE SOCIALE”, da ora in avanti denominata associazione. Il sito internet dell’associazione è ospitato all’indirizzo www.agenziaAdAstracoesionesociale.it.

ART. 2 – DURATA

L’associazione ha durata illimitata nel tempo, salvo scioglimento anticipato espressamente regolato dalle norme del Titolo I Cap. III, art. 36 e segg. del codice civile, nonché del presente Statuto.

ART. 3 – SEDE

L’associazione ha sede legale in Napoli alla via Posillipo 176 is. 3 cap. 80123. L’associazione può istituire sedi secondarie.

ART.4 – SCOPO ED ATTIVITA’

L’associazione non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, mediante lo svolgimento di attività di interesse generale, in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi.

L’associazione si prefigge di sostenere e promuovere gli scopi e le attività della Fondazione AdAstra e del Centro Studi AdAstra con sedi in Napoli al Corso Umberto I n. 23.

In particolare, l’associazione svolge le seguenti attività associative:

  • promuovere i valori della Unione Europea quali: migliorare il benessere di tutti i suoi popoli; garantire ai suoi cittadini un mercato interno di libera concorrenza; proteggere i diritti dei cittadini consumatori-utenti; garantire una stabilità della crescita economica al fine di una maggiore occupazione e di un maggior progresso scientifico e tecnologico e alla coesione economica, sociale e territoriale tra gli stati membri; contribuire attivamente con il resto del mondo allo sviluppo sostenibile della Terra (rilasciando certificazioni ed attestazioni di garanzia a imprese, enti pubblici, ecc.), al commercio libero ed equo e all’eliminazione della povertà;
  • sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono, anche in forma associata, a perseguire il bene comune, ad elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, favorendo la partecipazione, l’inclusione e il pieno sviluppo della persona, a valorizzare il potenziale di crescita e di occupazione lavorativa, in attuazione degli articoli 2, 3, 4, 9, 18 e 118, quarto comma, della Costituzione;
  • favorire il dialogo interculturale tra le diverse identità culturali appartenenti a diversi contesi territoriali internazionali, nazionali e locali;
  • promuovere la conoscenza inerente le opportunità, per la realizzazione di qualsiasi attività trasversale ad ogni settore, di finanziamento da parte di Enti Pubblici e Privati;
  • promuovere l’attuazione del principio di sussidiarietà che è prioritariamente diretta al miglioramento del livello dei servizi, al superamento delle disuguaglianze economiche e sociali e alla promozione della cittadinanza attiva umanitaria nel governo della cosa pubblica, intesa come effettiva partecipazione dei cittadini all’ organizzazione solidale della comunità, prendendo attivo interesse al bene civico, culturale e morale della stessa comunità e favorendo la collaborazione dei cittadini e delle formazioni sociali, secondo la loro specificità, alla amministrazione paritetica della cosa pubblica, per la valorizzazione della persona e dello sviluppo solidale della comunità;
  • promuovere l’attività di certificazione dei sistemi di gestione e del personale ed in particolare Qualità, Ambiente, Sicurezza, Certificazione del personale e Certificazione dei prodotti perché la crescente competitività dei mercati internazionali e la globalizzazione dei sistemi economici hanno imposto una trasformazione radicale delle strategie aziendali degli operatori economici di tutti i settori merceologici atte a soddisfare non solo i gusti dei consumatori ma anche le loro aspettative;
  • realizzare studi, pubblicazioni, workshop e convegni in collaborazione con Enti Pubblici, Università, Associazioni di Categoria, Centri di Ricerca Privati, Fondazioni, Associazioni, Camere di Commercio;
  • realizzare eventi musicali, sportivi, teatrali o di qualsiasi altra natura per promuovere i valori socio culturali;
  • creare percorsi formativi ad hoc in partnership per formare figure professionali attive nel campo del sociale, turismo e della cultura;
  • favorire la creazione di tavoli di confronto tra entità pubbliche istituzionali e entità private di qualsiasi forma giuridica.
  • la promozione di studi e ricerche nel campo economico, giuridico e su altri argomenti che saranno ritenuti rilevanti dagli organi dell’Associazione per la realizzazione degli obiettivi;
  • la cura e pubblicazione di volumi, riviste periodiche e articoli;
  • l’organizzazione di convegni, seminari, corsi ed altre manifestazioni di carattere scientifico-culturale, e di aggiornamento professionale;
  • l’attuazione di rapporti di collaborazione e di scambi culturali e scientifici con altri Enti Pubblici o Privati locali, nazionali ed internazionali, con i quali sarà anche possibile siglare protocolli d’intesa su specifiche attività;
  • la cura di rapporti di collaborazioni, anche attraverso protocolli d’intesa, con Istituzioni locali, nazionali ed internazionali;
  • lo svolgimento di attività di osservatorio temporaneo o permanente, anche in collaborazione con le Istituzioni competenti per territorio, su fenomeni di interesse economico, politico e sociale;
  • l’adozione di ogni altra iniziativa idonea a perseguire le finalità di cui all’art. 4. dello Statuto;
  • la promozione dell’associazionismo e del volontariato sociale in tutte le loro forme, intesi come partecipazione effettivamente democratica alle azioni di solidarietà e di cittadinanza;
  • l’educazione alla responsabilità civile e alla cittadinanza attiva;
  • la difesa e l’innovazione dello stato sociale in una prospettiva di crescita del ruolo dell’economia sociale, dell’impresa sociale e dei soggetti no-profit, nel rispetto del principio di sussidiarietà;
  • l’attuazione delle politiche sociali nei confronti degli anziani e lo studio del rapporto tra le generazioni;
  • l’attuazione ed elaborazione delle politiche giovanili, di valorizzazione e di sviluppo delle aggregazioni e dei linguaggi giovanili, come forma specifica di associazionismo giovanile, partecipazione a consulte, e forum dei giovani;
  • l’assistenza e promozione di politiche di difesa e di sostegno delle persone diversamente abili;
  • la tutela dei diritti dei minori, fondata sul pieno riconoscimento della loro cittadinanza;
  • la formazione, l’educazione, l’istruzione;
  • l’informazione e formazione dei propri soci;
  • l’informazione e aggiornamento anche professionale per il mondo della scuola, dei docenti e gli studenti di ogni ordine e grado;
  • la comunicazione nel campo dell’informazione, dell’editoria, e dell’emittenza radiotelevisiva;
  • la realizzazione di attività radioamatoriali, nuove tecnologie e comunicazione telematica;
  • la divulgazione della cultura, letteratura, arte, fotografia, spettacolo, animazione, musica, cinema, teatro, fumetto e, più in generale, dell’attività culturale in tutte le sue forme ed espressioni artistiche ed espressive;
  • la tutela, salvaguardia, valorizzazione e recupero del patrimonio artistico, architettonico, culturale e dei beni culturali;
  • l’educazione ad un positivo rapporto con la natura, e tutela, salvaguardia, valorizzazione e recupero del patrimonio paesaggistico e ambientale;
  • le promozioni ed interventi nel campo della protezione civile;
  • l’attuazione di politiche nel campo del turismo, turismo sociale, turismo consapevole e turismo etico, come forma di approfondimento e arricchimento della conoscenza tra le persone ed i territori in cui vivono, turismo rurale, agriturismo;
  • l’attuazione di programmi di mobilità, gemellaggi e scambi internazionali;
  • la promozione della finanza etica e dell’educazione al consumo critico e la tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti e, più in generale, dei cittadini;
  • la cooperazione internazionale, cooperazione allo sviluppo, cooperazione transfrontaliera e cooperazione decentrata;
  • la promozione di attività interculturali ed interetniche quali occasioni di educazione alla convivenza con persone di culture diverse e promozione di una società aperta e multiculturale;
  • la prevenzione e gli interventi atti ad evitare fenomeni discriminatori quali l’esclusione, il razzismo, la xenofobia, l ‘intolleranza, il disagio, l’emarginazione e la solitudine;
  • la promozione della cultura della convivenza civile, delle pari opportunità dei diritti, delle differenze culturali, etniche, religiose, di genere, della tutela delle diversità linguistiche, nonché della libertà di orientamento sessuale, favorendo la progettazione di percorsi individuali, di crescita nel pieno rispetto del diritto di ogni singolo individuo alla propria autodeterminazione;
  • l’impegno per l’affermazione di una cultura non violenta e pacifista e per la ricerca di soluzioni politiche dei conflitti;
  • l’affermazione della cultura della legalità;
  • l’utilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata;
  • la promozione e pratica delle forme di servizio civile nazionale e regionale e di impiego nei progetti all’estero previsti dalle legislazioni regionali, dalla legislazione nazionale e da quella Europea;
  • l’attuazione ed elaborazione di progetti nell’ambito del servizio di volontariato europeo;
  • l’organizzazione di eventi e attività di rievocazioni storiche;
  • l’elaborazione di programmi per contrastare la violenza di genere, e dare sostegno, protezione e assistenza alle donne vittime di violenza;
  • l’erogazione di servizi di informazione, consulenza ed assistenza ai soci ed ai cittadini in genere per la tutela dei loro diritti.

L’associazione può esercitare, a norma dell’art. 6 del Codice del terzo settore, le attività diverse da quelle di interesse generale, secondarie e strumentali rispetto a queste ultime, secondo criteri e limiti definiti con apposito Decreto Ministeriale.

L’associazione può esercitare anche attività di raccolta fondi – attraverso la richiesta a terzi di donazioni, lasciti e contributi di natura non corrispettiva – al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale e nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico.

ART. 5 – SOCI

I soci si distinguono in:

  • Soci Fondatori: coloro che hanno stipulato l’atto costitutivo ed hanno versato la quota di partecipazione. Sono, altresì, Soci Fondatori le persone fisiche, singole o associate, e giuridiche, pubbliche o private, e gli enti che, per entità o per prestigio, il Consiglio direttivo – con delibera adottata a maggioranza – riconosce tali previo versamento delle quote associative;
  • Soci Sostenitori: le persone fisiche, singole o associate, e giuridiche, pubbliche o private, e gli enti che, condividendo le finalità dell’associazione, contribuiscono alla sopravvivenza della stessa ed alla realizzazione dei suoi scopi mediante contributi in denaro, annuali o pruriennali, con le modalità e le misure stabilite dal Consiglio direttivo. La qualifica di Socio Sostenitore dura tutto il periodo per il quale il contributo è stato regolarmente versato;
  • Soci Istituzionali: gli enti pubblici che, condividendo le finalità dell’associazione, contribuiscono alla sopravvivenza della stessa ed alla realizzazione dei suoi scopi mediante contributi in denaro, annuali o pruriennali, con le modalità e le misure stabilite dal Consiglio direttivo;
  • Soci Onorari: coloro che sono proclamati tali dal Consiglio direttivo e sono scelti tra coloro che si siano meritoriamente distinti nelle attività rientranti nelle finalità dell’associazione;
  • Soci Ordinari: coloro che si associano rivolgendosi alla sede locale competente per territorio, accettano le norme statutarie, versano la quota annuale d’iscrizione stabilita dal Consiglio direttivo ed usufruiscono dei servizi di informazione, consulenza ed assistenza dell’associazione per la tutela dei loro diritti.

ART. 6 – AMMISSIONE E NUMERO DEI SOCI

All’associazione possono aderire persone fisiche, persone giuridiche ed enti che ne condividono gli scopi. Il numero dei Soci è illimitato.

Agli aspiranti Soci sono richiesti l’accettazione e l’osservanza dello Statuto e il rispetto della civile convivenza.

Gli associati sono tenuti alla corresponsione di una quota associativa annuale, nella misura fissata dal Consiglio direttivo a maggioranza dei suoi componenti, e alla partecipazione alla vita associativa.

Ai fini dell’adesione all’associazione, chiunque ne abbia interesse, può fare domanda di ammissione motivata al Presidente del Consiglio direttivo, precisando:

– di aver preso lettura dello statuto;

– di condividerne gli scopi;

– di partecipare alla vita associativa;

– di impegnarsi al pagamento delle quote associative annuali sin tanto che resterà iscritto all’associazione.

Il Presidente del Consiglio Direttivo, formato l’elenco delle domande di ammissione pervenute in ciascun mese, sottopone la richiesta al Consiglio direttivo che provvede all’ammissione sulla base delle motivazioni esposte dal richiedente, nella prima riunione di Consiglio Direttivo e comunque non oltre 30 giorni dalla data di ricezione della richiesta.

La domanda di ammissione può essere respinta, con esplicitazione della motivazione, soltanto se le motivazioni esposte dal richiedente nella domanda contrastano con gli scopi dell’associazione.

La qualifica di Socio s’intende rinnovata annualmente con il pagamento della quota sociale. Pertanto, lo status di Socio, una volta acquisito, ha carattere permanente, e può venire meno solo nei casi previsti dall’art. 9 del presente statuto. Non è ammessa la figura del socio temporaneo. La quota associativa è intrasmissibile. Non sono pertanto ammesse iscrizioni che violino tale principio, introducendo criteri di ammissione strumentalmente limitativi di diritti o a termine.

ART. 7 – DIRITTI DEI SOCI

I Soci hanno diritto di:

  1. a) partecipare a tutte le iniziative e alle manifestazioni promosse dall’associazione;
  2. b) partecipare all’Assemblea dei Soci;
  3. c) essere eletti membri degli organismi dirigenti;
  4. d) usufruire dei servizi dell’associazione.

ART. 8 – DOVERI DEI SOCI

I Soci sono tenuti a:

  • rispettare le norme contenute nell’Atto Costitutivo, nello Statuto, nei Regolamenti ed in tutte le deliberazioni e attività della Assemblea dei Soci, del Consiglio d’Indirizzo e del Consiglio Direttivo;
  • pagare la quota sociale stabilita annualmente entro il termine stabilito dal Consiglio Direttivo;
  • cooperare al raggiungimento delle finalità per cui l’associazione si è costituita, sotto il coordinamento ed il controllo del Consiglio d’Indirizzo e del Consiglio Direttivo;
  • svolgere la propria attività nell’associazione in modo personale, volontaria e gratuita, senza fini di lucro, in ragione delle esigenze e disponibilità personali dichiarate.

ART. 9 – PERDITA QUALIFICA DI SOCIO

La qualifica di Socio si perde per:

  1. a) Decesso;
  2. b) Mancato pagamento della quota sociale;
  3. c) Dimissioni e/o recesso che devono essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo;
  4. d) Esclusione.

Le dimissioni e/o il recesso hanno effetto dalla data di chiusura dell’esercizio sociale nel corso del quale è stato esercitato.

Il socio può essere escluso dall’associazione in caso di inadempienza dei doveri previsti dallo statuto o per altri gravi motivi che abbiano arrecato danno morale e/o materiale all’associazione stessa.

L’esclusione del socio è immediata. Deve essere comunicata al socio dal Presidente dell’associazione a mezzo comunicazione scritta, assieme alle motivazioni che hanno dato luogo alla sua esclusione.

I Soci receduti e/o esclusi cessano di appartenere all’associazione, Gli stessi non possono richiedere la restituzione dei contributi versati, né hanno diritto alcuno sul patrimonio dell’associazione.

ART. 10 – PROVVEDIMENTI A CARICO DEI SOCI

I Soci sono sospesi o esclusi per i seguenti motivi:

  1. Inosservanza delle disposizioni dello Statuto, dei regolamenti interni e delle deliberazioni degli organi sociali;
  2. L’aver arrecato, in qualunque modo, danni morali o materiali all’associazione;
  3. Denigrazione dell’associazione, dei suoi organi sociali, dei suoi Soci;
  4. Appropriazione indebita dei fondi sociali, atti, documenti o altro di proprietà dell’associazione.

I provvedimenti disciplinari saranno decisi dal Consiglio Direttivo a maggioranza della metà più uno dei suoi membri.

ART. 11 – RICORSO/RECLAMO DEL SOCIO

Contro ogni provvedimento di sospensione, espulsione o radiazione, è ammesso il reclamo entro trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento di esclusione, al Collegio dei Probiviri, il quale decide entro 20 giorni dalla ricezione del reclamo.

ART. 12 – ORDINAMENTO INTERNO

L’ordinamento interno dell’associazione è ispirato a criteri di democraticità ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati.

Le cariche sociali sono elettive e tutti gli associati possono esservi nominati.

L’associazione per il perseguimento dei propri fini istituzionali si avvale prevalentemente delle attività prestate in forma gratuita e libera dagli associati.

Gli amministratori, entro 30 giorni dalla notizia della loro nomina, devono chiederne l’iscrizione nel Registro unico nazionale del terzo settore indicando, oltre alle informazioni previste nel co. 6, art. 26 del Codice del terzo settore, a quali di essi è attribuita la rappresentanza dell’associazione e precisando se disgiuntamente o congiuntamente.

Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori è generale, pertanto le limitazioni di tale potere non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel suddetto Registro o se non si prova che i terzi ne erano a conoscenza.

ART. 13 – ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Sono organi dell’Associazione:

  1. L’ Assemblea dei Soci;
  2. Il Consiglio d’Indirizzo;
  3. Il Consiglio Direttivo;
  4. Il Presidente;
  5. Il Vice Presidente;
  6. Il Segretario Generale;
  7. Il Segretario;
  8. Il Tesoriere;
  9. Il Comitato Scientifico;
  10. Il Collegio dei Probiviri;
  11. L’Organo di Controllo.

Tutte le cariche associative sono ricoperte a titolo gratuito.

ART.14 – ASSEMBLEA DEI SOCI

L’assemblea dei soci si compone di tutti gli associati che sono iscritti da almeno tre mesi e sono in regola con il versamento delle quote associative. Essa è convocata dal Presidente dell’associazione presso la sede sociale o presso altro luogo della provincia ove ha sede l’associazione.

L’assemblea sarà convocata almeno una volta l’anno, la convocazione è effettuata almeno 8 giorni antecedenti a quello fissato per l’adunanza, a mezzo comunicazione scritta.

L’avviso di convocazione conterrà l’indicazione del luogo e dell’ora dell’adunanza e degli argomenti che saranno posti all’ordine del giorno.

L’Assemblea ha le seguenti competenze inderogabili:

-nomina i componenti del Consiglio d’Indirizzo;

-approva il bilancio di esercizio;

-delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi associativi, ai sensi dell’art. 28 del Codice del terzo settore, e promuove azione di responsabilità nei loro confronti;

-delibera sulle modificazioni dell’Atto costitutivo o dello Statuto;

-approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari;

-delibera lo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell’associazione;

-delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla Legge, dall’Atto costitutivo o dallo Statuto alla sua competenza.

L’Assemblea ha funzioni consultive e, quando lo ritiene opportuno, a maggioranza più uno dei suoi componenti presenti sia in prima che in seconda convocazione, può segnalare al Presidente del Consiglio d’Indirizzo o Direttivo attività o iniziative di interesse generale in coerenza con gli scopi e gli obiettivi dell’associazione.

In prima convocazione l’assemblea è validamente costituita con la presenza della metà più uno degli associati.

In seconda convocazione, non raggiungendosi le necessarie presenze alla prima, l’assemblea è validamente costituita qualsiasi sia il numero degli associati presenti.

La seconda convocazione non può essere fissata nello stesso giorno della prima convocazione. Essa deve avvenire entro 15 giorni dalla prima.

Ciascun associato può intervenire all’assemblea personalmente o per il tramite di un altro associato munito di delega scritta in calce all’avviso di convocazione. Ciascun associato non può rappresentare più di due associati.

Nell’assemblea dei soci, ogni socio, ha diritto ad un solo voto ed hanno diritto al voto nell’Assemblea i soli Soci che risultino iscritti nel Libro dei Soci da almeno tre mesi.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’associazione o da altro socio appositamente nominato.

L’Assemblea delibera con la maggioranza più uno degli associati presenti sia in prima che in seconda convocazione. Le votazioni possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto, seguendo le volontà dei presenti aventi diritto al voto.

Di ogni riunione dell’Assemblea dei Soci deve redigersi apposito verbale firmato dal Presidente e dal Segretario dell’associazione, da riportare a cura del Segretario sul libro dei verbali dell’Assemblea dei Soci ed esibito ai soci che ne facciano richiesta scritta e motivata; in caso di assenza del Segretario, il Presidente nomina a tale scopo, fra i presenti, un segretario della riunione.

ART. 15 – IL CONSIGLIO D’INDIRIZZO

Il Consiglio d’Indirizzo è l’organo di controllo sull’amministrazione e direzione dell’associazione, ed è dotato dei poteri espressamente previsti dalla legge e dallo statuto.

Il Consiglio d’Indirizzo è composto da un Presidente, che lo presiede e convoca formulando l’ordine del giorno, da un Vice Presidente, da un Segretario e da 2 (due) componenti.

Tutti i componenti devono godere dei requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza.

Il Consiglio dura in carica sei anni ed i suoi membri sono rieleggibili dall’Assemblea.

I Consiglieri sono tenuti a partecipare attivamente a tutte le riunioni, sia ordinarie che straordinarie. Il Consigliere, che ingiustificatamente non si presenta a quattro riunioni consecutive decade.

Il Consigliere decaduto o dimissionario è sostituito dall’Assemblea con una deliberazione adottata a maggioranza dei suoi componenti

ART. 16 – OPERATIVITA’ DEL CONSIGLIO D’INDIRIZZO

Il Consiglio d’Indirizzo si riunisce tutte le volte in cui il Presidente lo ritenga opportuno, ovvero quando ne faccia richiesta scritta almeno uno dei consiglieri. In quest’ultimo caso il consiglio dovrà riunirsi entro 15 (quindici) giorni.

Il Consiglio è convocato dal Presidente a mezzo comunicazione scritta da inviare a ciascun consigliere almeno 7 (sette) giorni prima di quello fissato per l’adunanza.

Le riunioni del Consiglio sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente o, in mancanza anche di questo, dal consigliere più anziano presente.

Le sedute sono valide quando vi intervengano almeno tre dei suoi membri e le deliberazioni sono approvate a maggioranza assoluta di voti dei presenti.

Le votazioni sono normalmente palesi, possono essere a scrutinio segreto quando ciò sia richiesto anche da un solo Consigliere.

Di ogni delibera del Consiglio d’Indirizzo deve redigersi apposito verbale, se necessario anche in forma sintetica, da riportare a cura del Segretario del Consiglio sul libro dei verbali del Consiglio d’Indirizzo; in caso di assenza del Segretario, il Presidente nomina a tale scopo, fra i presenti, un segretario della riunione.

Tale verbale sarà inviato dal Segretario a tutti i componenti del Consiglio d’Indirizzo entro 7 giorni dalla riunione.

ART. 17 – COMPETENZE DEL CONSIGLIO D’INDIRIZZO

Sono compiti del Consiglio:

  • nominare il Consiglio Direttivo;
  • nominare i componenti del Comitato Scientifico;
  • nominare i componenti del Collegio dei Probiviri;
  • nominare l’Organo di Controllo;
  • nominare il Revisore Legale dei conti;
  • nominare i Responsabili dei dipartimenti tematici ed autorizzare la costituzione di osservatori;
  • redigere ed approvare il Regolamento dei Comitati locali;
  • nominare i Delegati che rappresentano l’associazione a livello locale come previsto dall’art.30 del presente Statuto;
  • promuovere ed autorizzare la costituzione dei Comitati locali dei quali formula lo schema di Statuto e indica le modalità di funzionamento;
  • ratificare la costituzione dei Comitati locali e delle Delegazioni in possesso dei requisiti stabiliti dallo Statuto e coordinare le iniziative, disponendo – laddove ritenuto opportuno – la nomina di Commissari, periodiche verifiche operative e, all’occorrenza, contabili da parte dell’Organo di controllo;
  • assumere o licenziare personale dipendente;
  • decidere di avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo;
  • eseguire le deliberazioni dell’Assemblea dei soci;
  • formulare i programmi di attività associativa sulla base delle linee approvate dall’Assemblea;
  • valutare il Bilancio di esercizio e l’eventuale Bilancio sociale predisposto dal Tesoriere;
  • predisporre tutti gli elementi utili all’Assemblea per la previsione e la programmazione economica dell’esercizio;
  • stipulare tutti gli atti e contratti inerenti le attività associative;
  • curare la gestione di tutti i beni mobili e immobili di proprietà dell’associazione o ad essa affidati;
  • formulare i regolamenti interni da approvare a maggioranza dei componenti;
  • deliberare sull’ ammontare della quota di ammissione del singolo socio secondo la categoria di appartenenza;
  • decidere le modalità di partecipazione dell’associazione alle attività organizzate da altre associazioni od enti, e viceversa, se compatibili con i principi ispiratori del presente Statuto;
  • esaminare e decidere circa l’opportunità di dare l’adesione dell’associazione ad Enti ed Organismi Pubblici e privati che abbiano gli stessi scopi dell’associazione;
  • proporre le modifiche allo Statuto da sottoporre all’Assemblea dei soci per l’approvazione;
  • decidere sul rimborso delle spese sostenute per l’attività prestata dai volontari;
  • assumere ogni altra iniziativa che non competa a norma di legge e di statuto ad altri organi dell’associazione.

ART. 18 – IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo è composto da un numero variabile di consiglieri, un minimo di 5 (cinque) ad un massimo di 11 (undici), compresi il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario Generale, il Segretario, il Tesoriere ed i Presidenti dei Comitati locali metropolitani e provinciali operanti nel territorio della Campania.

Tutti i componenti devono godere dei requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza.

I Consiglieri sono tenuti a partecipare attivamente a tutte le riunioni, sia ordinarie che straordinarie. Il Consigliere, che ingiustificatamente non si presenta a quattro riunioni consecutive decade.

Il Consiglio dura in carica sei anni ed i suoi membri sono rieleggibili.

Il Consiglio Direttivo ha facoltà di assegnare deleghe operative, su determinati argomenti ad alcuni componenti dello stesso Consiglio.

Il consigliere decaduto o dimissionario è sostituito dal Socio nominato dal Consiglio d’Indirizzo con una deliberazione adottata a maggioranza dei suoi componenti.

Il Consiglio Direttivo deve dimettersi quando ciò sia deliberato dai due terzi dei consiglieri.

Il Consiglio decaduto o dimissionario, entro trenta giorni, deve essere nominato, a maggioranza dei componenti, dal Consiglio d’Indirizzo.

ART. 19 – OPERATIVITA’ DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo si riunisce tutte le volte in cui il Presidente lo ritenga opportuno, ovvero quando ne facciano richiesta scritta almeno quattro consiglieri. In quest’ultimo caso il consiglio dovrà riunirsi entro 15 (quindici) giorni.

Il Consiglio è convocato dal Presidente a mezzo comunicazione scritta da inviare a ciascun consigliere almeno 7 (sette) giorni prima di quello fissato per l’adunanza.

Le riunioni del Consiglio sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente.

Le sedute sono valide quando vi intervenga la metà dei suoi membri e le deliberazioni sono approvate a maggioranza assoluta di voti dei presenti.

Le votazioni sono normalmente palesi, possono essere a scrutinio segreto quando ciò sia richiesto anche da un solo consigliere. Le delibere devono avere il voto della maggioranza assoluta dei presenti, a parità di voti prevale il voto del Presidente.

Di ogni delibera del Consiglio direttivo deve redigersi apposito verbale, se necessario anche in forma sintetica, da riportare a cura del Segretario del Consiglio direttivo sul libro dei verbali del Consiglio Direttivo; in caso di assenza del Segretario, il Presidente nomina a tale scopo, fra i presenti, un segretario della riunione.

Tale verbale sarà inviato dal Segretario a tutti i componenti del Consiglio direttivo entro 7 giorni dalla riunione.

ART. 20 – COMPETENZE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Sono compiti del Consiglio Direttivo:

  • eseguire le deliberazioni dell’Assemblea dei soci e del Consiglio d’Indirizzo;
  • formulare i programmi di attività associativa sulla base delle linee approvate dall’Assemblea;
  • stabilire l’ammontare delle quote sociali annuali che i soci sono tenuti a pagare;
  • deliberare l’ammissione e l’esclusione degli associati;
  • deliberare le azioni disciplinari nei confronti degli associati;
  • attuare la gestione delle attività connesse alla pubblicazione degli organi di stampa e riguardanti il sito internet dell’associazione, la pagina facebook e di altri social networks;
  • curare la tenuta e l’aggiornamento dell’archivio;
  • aggiornare il registro dei soci e curare gli adempimenti derivanti dalle prescrizioni di legge;
  • assumere ogni altra iniziativa che non competa a norma di legge e di statuto ad altri organi dell’associazione.

ART. 21 – IL PRESIDENTE

Il Presidente dell’associazione è il Presidente del Consiglio Direttivo, che convoca e presiede formulando l’ordine del giorno, ha la rappresentanza legale e la firma sociale dell’associazione, è responsabile di ogni attività dello stesso, dispone per l’esecuzione delle deliberazioni prese dal Consiglio d’Indirizzo e dal Consiglio Direttivo, valuta le eventuali proposte dell’Assemblea dei Soci.

Il Presidente è responsabile dell’attuazione degli scopi dell’associazione.

In particolare compete al Presidente:

– mantenere i rapporti con gli organismi dello Stato, gli enti pubblici e privati;

-predisporre le linee generali del programma delle attività annuali ed a medio termine dell’associazione;

– redigere la relazione consuntiva annuale sull’attività dell’associazione;

– vigilare sui dipendenti, sulle strutture e sui servizi dell’associazione;

– determinare i criteri organizzativi che garantiscano efficienza, efficacia, funzionalità e puntuale individuazione delle opportunità ed esigenze per l’associazione e gli associati.

Il Presidente dura in carica sei anni e può essere riconfermato.

ART. 22 – IL VICE PRESIDENTE

Il Vice Presidente coadiuva ed assiste il Presidente in tutte le attività. 

Il Vicepresidente sostituisce il Presidente in caso di sua assenza o impedimento.

Il Vicepresidente dura in carica sei anni e può essere riconfermato.

ART. 23 – IL SEGRETARIO GENERALE

Il Segretario Generale coadiuva ed assiste il Presidente in tutte le sue attività, soprattutto nei rapporti con gli organismi dello Stato, gli enti pubblici e privati e nell’organizzazione del programma delle attività annuali ed a medio termine dell’associazione.   

Il Segretario generale dura in carica sei anni e può essere riconfermato.

ART. 24 – IL SEGRETARIO

Il Segretario redige i verbali delle sedute dell’Assemblea dei Soci e del Consiglio Direttivo e li firma con il Presidente; cura la distribuzione dei comunicati interni e provvede alla comunicazione delle convocazioni; ha la custodia dell’archivio sociale; è tenuto ad adempiere ad ogni incombenza amministrativa, ivi compresa la tenuta dei libri sociali e la relativa amministrazione e gestione; provvede al disbrigo della normale corrispondenza, provvede al tesseramento ed all’aggiornamento del libro dei soci.

Il Segretario dura in carica sei anni e può essere riconfermato.

ART.25 – IL TESORIERE

Il Tesoriere aggiorna i libri e i documenti contabili e fiscali in uso, cura la registrazione delle entrate e il pagamento delle spese autorizzate, è responsabile del libro cassa e di tutti i documenti che specificatamente riguardano il servizio affidatogli, predispone lo schema del rendiconto preventivo e consuntivo nonché il rendiconto economico–finanziario da sottoporre alla valutazione del Consiglio d’Indirizzo ed all’approvazione dell’Assemblea dei Soci, richiede agli istituti di credito, previa approvazione del Consiglio d’Indirizzo, l’apertura e la chiusura di rapporti di conto e di deposito, scoperti di conto e/o fidejussioni, firmando congiuntamente con il Presidente dell’associazione le relative domande, chiede l’apertura del codice fiscale dell’associazione.

Il Tesoriere dura in carica sei anni e può essere riconfermato.

ART. 26 – IL COMITATO SCIENTIFICO

Il Comitato Scientifico è nominato dal Consiglio d’Indirizzo ed è composto da un numero variabile di persone con una significativa esperienza nei settori o nelle attività di interesse generale previste dall’art. 4 del presente statuto.

Il Comitato è un organo consultivo e di indirizzo, ed ha il compito di:

– formulare proposte al Presidente, al Consiglio d’Indirizzo ed al Consiglio direttivo in merito alle attività sociali da porre in essere;

– esprimersi, ove richiesto dal Presidente, dal Consiglio d’Indirizzo e dal Consiglio direttivo, sulla programmazione delle attività sociali.

Il Comitato a maggioranza nomina un Presidente coordinatore dei lavori.

I membri del Comitato possono essere anche non soci dell’associazione.

Il Comitato dura in carica sei anni ed i suoi componenti possono essere riconfermati.

ART. 27 – L’ORGANO DI CONTROLLO

L’Organo di Controllo monocratico è nominato dal Consiglio d’Indirizzo al ricorrere dei requisiti previsti dalla Legge.

Il componente dell’Organo di controllo, al quale si applica l’art. 2399 del codice civile, è scelto tra le categorie di soggetti di cui al co. 2, art. 2397 del codice civile.

L’Organo di controllo vigila sull’osservanza della Legge e dello Statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, anche con riferimento alle disposizioni del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, qualora applicabili, nonché sulla adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento.

Esso esercita inoltre il controllo contabile nel caso in cui non sia nominato un soggetto incaricato della Revisione legale dei conti o nel caso in cui un suo componente sia un revisore legale iscritto nell’apposito registro.

L’organo di controllo esercita inoltre compiti di monitoraggio dell’osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, ed attesta che l’eventuale bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida ministeriali. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto dai sindaci.

L’organo di controllo può in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, anche sull’attività dei Delegati e dei Comitati locali, e a tal fine, può chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

ART. 28– REVISIONE LEGALE DEI CONTI

Se l’Organo di controllo non esercita il controllo contabile e, se ricorrono i requisiti previsti dalla Legge, il Consiglio d’Indirizzo nomina un Revisore legale dei conti iscritto nell’apposito registro.

ART. 29 – IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Il Collegio dei Probiviri è nominato dal Consiglio d’Indirizzo.

Il Collegio dei Probiviri si compone di tre membri che sceglieranno tra loro il Presidente del Collegio con potere di rappresentanza.

I membri del Collegio dei Probiviri possono essere anche non soci dell’associazione.

La funzione del Collegio dei Probiviri è quella di controllare il rispetto delle norme dello Statuto da parte dei Soci e degli altri Organi sociali, nonché di dirimere eventuali controversie (con esclusione di ogni giurisdizione) che dovessero sorgere tra i membri del Consiglio d’Indirizzo e del Consiglio Direttivo, tra l’associazione e gli associati stessi, circa l’interpretazione dello statuto o per qualsiasi altra causa: il Collegio dei Probiviri giudicherà senza formalità, ex bono et aequo, con lodo non impugnabile.

Il Collegio dei Probiviri agisce per propria iniziativa o su segnalazione, esamina e giudica secondo equità, trasmettendo il proprio insindacabile giudizio al Consiglio Direttivo che adotterà gli opportuni provvedimenti attuativi.

Il Collegio dei Probiviri dura in carica quattro anni e i suoi componenti possono essere rieletti.

ART. 30 – I COMITATI LOCALI

E’ costituito, presso la sede dell’associazione, su iniziativa del Consiglio d’Indirizzo, il Comitato Regionale della Campania dell’associazione, i cui organi sociali coincidono con il Consiglio Direttivo dell’associazione, con compiti di coordinamento delle strutture locali nella Regione, di promozione dell’attività dell’associazione e di gestione dei rapporti con le istituzioni regionali. Il Comitato deve utilizzare le modalità e lo schema di Statuto resi disponibili dallo stesso Consiglio d’Indirizzo.

L’organo di gestione del Comitato regionale deve prevedere la partecipazione dei rappresentanti di tutti i Comitati e Delegazioni presenti nell’ambito territoriale.

Il Comitato regionale può avanzare al Consiglio d’Indirizzo proposte di ratifica di nuove Delegazioni o Comitati nell’ambito del territorio.

Il Comitato regionale dovrà conformarsi alle previsioni di questo articolo ed a quelle statutarie ed al Regolamento dei Comitati locali.

L’Organo di gestione del Comitato regionale deve rinnovare le proprie cariche almeno ogni cinque anni e, in ogni caso, deve procedere al rinnovo delle stesse entro un anno dall’Assemblea dei soci dell’associazione che ha rinnovato le cariche; l’organo sovrintende altresì sull’attuazione dell’analogo adempimento previsto per i Comitati locali.

Sono costituiti, su iniziativa del Consiglio d’Indirizzo:

  • il Comitato Città Metropolitana di Napoli;
  • i Comitati Provinciali di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno;
  • i Comitati Comunali.

I Comitati locali hanno compiti di promozione dell’attività dell’associazione e di gestione dei rapporti con le istituzioni locali.

I Comitati locali, per essere ratificati, devono avere:

  • il Comitato Città Metropolitana di Napoli ed i Comitati Provinciali di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno non meno di 20 iscritti come soci ordinari;
  • i Comitati Comunali non meno di 10 iscritti come soci ordinari.

L’Assemblea degli iscritti del Comitato locale deve provvedere almeno ogni cinque anni all’elezione di un Presidente, di un Segretario e di un Consiglio direttivo composto da almeno tre iscritti. In ogni caso, si deve procedere al rinnovo delle stesse entro un anno dalla Assemblea dei Soci dell’associazione che ha rinnovato le cariche nazionali. All’attuazione di tale rinnovo sovrintende il Comitato regionale della Campania.

Il Comitato locale dovrà adottare uno Statuto conforme ai principi generali dello Statuto dell’associazione – come da modello predisposto dal Consiglio d’Indirizzo – e nel quale deve essere previsto che:

  • la struttura gode di autonomia finanziaria;
  • ha facoltà di promuovere o di resistere in giudizio con piena legittimazione processuale, assumendo a proprio esclusivo carico ogni onere e responsabilità;
  • gli atti compiuti dai suoi rappresentanti non comportano responsabilità civile e penale per l’associazione;
  • è obbligatoria la registrazione dei conti su appositi libri;
  • l’attività del comitato può essere soggetta al controllo dell’associazione;
  • ogni anno deve essere predisposta dal Presidente del Comitato locale una relazione morale, corredata da un prospetto analitico di bilancio, relativa all’anno trascorso, che dopo l’approvazione del Consiglio direttivo locale è trasmessa al Consiglio d’Indirizzo, entro il 30 giugno di ogni anno.

Il Consiglio d’Indirizzo, ratificando il Comitato locale, ne approva lo Statuto.

La decisione del Consiglio d’Indirizzo con la quale è concessa o respinta la ratifica è discrezionale e, pertanto, non è impugnabile, purché il rigetto sia preceduto da osservazioni scritte e dall’invito, non recepito, di procedere alle modifiche ed alle indicazioni richieste per la costituenda struttura.

I Comitati locali sono tenuti ad aggiornare ed a trasmettere all’associazione gli elenchi degli iscritti e di rinnovo entro 30 giorni successivi alla riscossione, con periodicità mensile.

I Comitati locali sono tenuti all’osservanza delle norme del presente Statuto, dei Regolamenti oltre che dei protocolli ed accordi sottoscritti dall’associazione. In caso di inosservanza è facoltà del Consiglio d’Indirizzo di disporre il commissariamento o lo scioglimento del Comitato locale recedendo da ogni riconoscimento precedentemente rilasciato.

Fino a quando non è raggiunto il numero minimo di iscritti per la costituzione di un Comitato locale, la rappresentanza locale dell’associazione può essere conferita ad un Delegato.

A conferire tale rappresentanza, provvede il Consiglio d’Indirizzo che potrà assegnare al Delegato un termine ragionevole entro il quale, raggiunto il previsto numero di iscritti, dovrà essere convocata l’Assemblea costituente del Comitato locale. L’incarico dovrà essere accettato per iscritto e, nella lettera di accettazione, il designato dovrà espressamente dichiarare, fra l’altro:

  • che gli atti da lui compiuti non comportano responsabilità civile e penale per l’associazione;
  • che si adopererà per raggiungere il numero minimo di soci previsto per la costituzione del Comitato locale, per rinnovare l’iscrizione dei soci acquisiti ed incrementare il numero degli associati;
  • che si impegna al rispetto dello Statuto dell’associazione, dei Regolamenti e di quanto previsto dalla lettera di accettazione sottoscritta per la costituzione della Delegazione;
  • che provvederà a trasmettere all’associazione gli elenchi degli iscritti entro 30 giorni successivi all’iscrizione e alla riscossione, con periodicità mensile;
  • che curerà la registrazione delle entrate e delle uscite su apposito registro, tenendolo a disposizione dell’Organo di Controllo dell’associazione per eventuali controlli;
  • che predisporrà una relazione annuale – anche contabile – sull’attività svolta nell’anno trascorso, da inviare al Consiglio d’Indirizzo entro il 31 marzo di ogni anno.

In caso di inosservanza, il Consiglio d’Indirizzo potrà revocare la delega conferita, recedendo da ogni riconoscimento precedentemente rilasciato.

Tutti i Comitati regionale, città metropolitana, provinciali, comunali e le Delegazioni, ed i loro dirigenti, sono vincolati al rispetto del presente Statuto, oltre che dei Regolamenti, protocolli ed accordi sottoscritti dall’associazione.

ART. 31 – RISORSE ECONOMICHE

Le risorse economiche per il funzionamento dell’associazione e per lo svolgimento dell’attività sono tratte da:

– quote associative e contributi degli associati;

– eredità donazioni e legati;

– contributi dello Stato, delle Regioni, di enti locali o di istituzioni pubbliche, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;

– contributi dell’Unione Europea e di organismi internazionali;

– entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;

– proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

– erogazioni liberali degli associati e dei terzi;

– entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento;

– altre entrate compatibili con le finalità sociali degli enti del terzo settore.

Tutta la documentazione relativa alle risorse economiche e ad ogni posta contabile sarà conservata per un periodo non inferiore a 10 anni.

ART. 32 – DIVIETO DI DISTRIBUZIONE DEGLI UTILI

L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate, ai propri associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi associativi, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.

ART. 33 – BILANCIO DI ESERCIZIO

L’associazione deve redigere il bilancio di esercizio annuale e con decorrenza dal primo gennaio di ogni anno.

Esso è predisposto dal Tesoriere e viene valutato dal Consiglio d’Indirizzo ed approvato dalla Assemblea dei soci entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio cui si riferisce il bilancio e depositato presso il Registro unico nazionale del terzo settore.

ART. 34 – BILANCIO SOCIALE ED INFORMATIVA SOCIALE

L’associazione deve:

  • pubblicare annualmente e tenere aggiornati nel proprio sito internet gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti e agli associati (fino a 100 mila euro annui);
  • redigere, depositare presso il Registro unico nazionale del terzo settore e pubblicare nel proprio sito internet il bilancio sociale gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi (fino a1 mln di euro annui).

ART. 35 – LIBRI

L’associazione deve tenere i seguenti libri:

– libro degli associati, tenuto a cura del Consiglio direttivo;

– registro dei volontari, che svolgono la loro attività in modo non occasionale;

– libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea dei soci, in cui devono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico, tenuto a cura del Consiglio direttivo;

– libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio d’Indirizzo, tenuto a cura dello stesso organo;

– libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio direttivo, tenuto a cura dello stesso organo;

– il libro delle adunanze e delle deliberazioni degli eventuali altri organi associativi, tenuti a cura dell’organo cui si riferiscono.

Gli associati hanno diritto di esaminare i suddetti libri associativi presso la sede dell’associazione facendone richiesta scritta al Presidente ed estraendone, nei limiti di legge, eventuali copie.

ART. 36 – VOLONTARI

I volontari sono persone che, per loro libera scelta, svolgono, per il tramite dell’associazione, attività in favore della comunità e del bene comune, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità. La loro attività deve essere svolta in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà. L’attività dei volontari non può essere retribuita in alcun modo, neppure dai beneficiari. Ai volontari possono essere rimborsate dall’associazione soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dal Consiglio d’Indirizzo: sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfetario.

Le spese sostenute dai volontari possono essere rimborsate nei limiti di quanto previsto dall’art. 17 del Codice del terzo settore.

La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’associazione.

L’associazione deve assicurare i volontari contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato, nonché per la responsabilità civile verso i terzi.

ART. 37 – LAVORATORI

L’associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura ai sensi dell’articolo 16 del Codice del terzo settore.

ART. 38 – SCIOGLIMENTO E DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO RESIDUO

In caso di estinzione o scioglimento dell’associazione, il patrimonio residuo è devoluto, previo parere positivo dell’Ufficio regionale del Registro unico nazionale del Terzo settore, o dell’organo associativo competente, e salva diversa destinazione imposta dalla Legge, ad altri enti del Terzo settore con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità.  L’Assemblea dei soci provvede alla nomina di uno o più liquidatori preferibilmente scelti tra i propri associati.

ART. 39 – RINVIO

Per quanto non è espressamente previsto dal presente Statuto, dagli eventuali Regolamenti interni e dalle deliberazioni degli organi associativi, si applica quanto previsto dal Codice del terzo settore e, in quanto compatibile, dal codice civile.